In un precedente articolo, abbiamo parlato dei kamasan b900, mi ero promesso però di scrivere qualche riga anche sul b980, un amo che non manca mai nelle mie uscite.
Viene prodotto in misure che non superano la numerazione del 2, è un amo dalla forma molto semplice, punta dritta curva tonda e gambo corto, per me l'amo da sparidi per eccellenza, nelle numerazioni del 4 e del 2, si sposa splendidamente a svariati tipi di innesco, dal cannolicchio, a piccole strisce di cefalopode, passando per il bibi, ma anche un succulento americano e non ultimo il granchio.
Il filo è medio ma robusto, la sua forma lo colloca nella categoria degli ami da ingoio. Unica pecca,forse, stà nella durata e resistenza al salino (almeno nei lotti di recente produzione, perchè pare che in passato il problema sussistesse in misura molto inferiore), dopo qualche uscita è impossibile scongiurare inevitabili segni di ossidazione, ma tutto sommato nella norma,se confrontato con modelli di altre marche dal costo più che doppio inservibili già dopo una notte ammolo.
Un altro modello molto simile al kamasan b890 come concezione e spettro d'utilizzo, che abbiamo modo di testare e utilizzare, è il sakay serie 1286BLN, differisce dal b980 per il gambo leggermente più lungo e la curva più stretta, anche se si parla di sfumature infinitesimali, anche questo ottimo e ben affilato, pare resistere bene all'usura e si è rivelato molto catturante e cosa non trascurabile economico quanto il kamasan, un ottima alternativa al b980 che non manca mai nella nostra cassetta.
Nella nostra ricerca di un buon fluorocarbon da usare per i nostri finali da surf, ci siamo imbattuti nel Berkley Trilene, che abbiamo avuto modo di presentare in questo spazio, decantandone le qualità sopprattutto dal lato del rapporto qualità-prezzo.
Purtroppo il canale dal quale ci approviggionavamo di quest'ultilmo è arrivato ad un inesorabile esaurimento scorte, girovagando sul web, abbiamo dovuto tristemente rassegnarci sull'impossibilità di reperilrlo al solito prezzo da super offerta, viene ifatti proposto a cifre più che doppie di quello a cui eravamo abituati, al quale oltrettutto vanno aggiunte le spese di spedizione.
A questo punto ci siamo rimessi in moto per trovare una valida alternativa, non solo ci siamo riusciti, direi che abbiamo scovato un prodotto ancora superiore, ad un prezzo assolutamente conveniete e lo abbiamo trovato in casa del re dei fluorocarbon: Seaguar! Seguar è un must nel campo dei fluorocarbon, il Seaguar 130, pur essendo un pecursore in questo campo, rimane ancora nell'olimpo dei fluorocarbon, purtroppo è reperibile a prezzi veramente competitivi solo nel mercato giapponese, siamo rimasti invece incuriositi dal nuovo Red Label, 175m di 0.40, convenientissimo, sopprattutto se confrontato con altra robetta superpatinata che gira nel web o negli scafali dei negozi.
Il Red, è consigliato come finale da spinning, per la pesca in spot intricati e ricchi di ostacoli, contesto nel quale spicca per la sua rigidità e resistenza alle abbrasioni, ciò che in realtà si fa apprezzare anche nel nostro campo.
Le prime prove hanno subito confermato la bontà del prodotto, rigido quanto basta, ma pastosissimo al nodo, si è comportato egregiamente lavorando sotto la turbolenza, senza aggrovigliare, le poche volte in cui è successo (non per colpa sua), sono sempre state situazioni risolte con estrema facilità ed è bastata una stirata per riottenere un finale perfettamente liscio e operativo ... insomma un concentrato di qualità Seaguar a prezzi umani, dunque il verdetto parla chiaro:
assolutamente ottimo!
La serie Aspire in due pezzi vanta diversi modelli, di lunghezze e
potenze variabili, sviluppate per il mercato britannico, sotto la
collaborazione del noto long caster Peter Thain.
Purtroppo questi
modelli sono ormai fuori produzione, sebbene è possibile trovare, con
qualche difficoltà, delle rimanenze di magazzino o scavare nel mercato
dell'usato, cosa non facile,dal momento che, chi la possiede se ne
guarda bene dal liberarsene.
In questo articolo voglio presentarvi
la 130 M, che posseggo ormai da diverso tempo, di questo modello era
disponibile anche la versione da 14 ft, e la 14 ft MPT, nella quale "PT"
stanno a identificare le iniziali del suo progettista, Peter Thain
appunto.
Veniamo ai dati tecnici. La
canna è lunga 13 ft (3,96 m), composta da sue sezioni simmetrico che si
congiungono tramite innesto a spigot, i materiali sono di primordine,
carbonio alto modulo XT300, e come indicato sul fusto, a basso contenuto
di resina (Low content resin), proprio grazie a questa tecnica
costruttiva, simile a quella adottata successivamente da Century nella
serie HPR (High Performance Resin), il fusto è dotato di una leggerezza
sbalorditiva per una 8 oz di tale livello, appena, circa 540 gr. ,
questo dato salta subito all'occhio una volta presa in mano, tanto che
si rimane quasi perplessi da tanta leggerezza, è sufficiente frustarla a
vuoto per rendersi conto della risposta secca e reattiva.
L'azione
è spiccatamente J curve, il manico è piuttosto duro, è conico, sopra la
guaina, oltre la greca, di diametro di circa 23 mm.
Le sezioni sono raccordate splendidamente, con grande continuità,
fino alla cima, che pur essendo full carbon, mantiene comunque le
caratteristiche di match, ma collabora con l'arco, garantendo un
recovery tip eccellente.
La componentistica è di primordine,
anelli Fuji Sic gun smoke, le legature, con sotto anello, sono ben
eseguite, anche se un po' ciccione, si avrà sicuramente beneficio, come
farò io in seguito, a snellirle, rendendole sicuramente più in sintonia
con l'eleganza del fusto, un lavoro già eseguito da mio fratello per la
coppia di un amico, con ottimi risultati, sia estetici che di peso, sono
stati eliminati una decina di grammi dalla cima.
A sinistra il risultato dopo il rebuilding
La
canna si adatta benissimo a tutti gli stili di lancio con rotazione,
sia ground che aerializzati, sicuramente necessita di una buona tecnica
di base, tuttavia non è ostica, con qualche accorgimento sul timing,
vista la sua rapidità, si possono apprezzare doti balistiche veramente
eccezionali per una canna da pesca, che è in grado di gestire dai piombi
più leggeri a quelli più pesanti, garantendo sempre una risposta secca e
ottime distanze, nelle mani migliori, è stata in grado di fruttare
oltre 240 metri con i 150 grammi in pedana, colpiscono anche i 217 metri
con 75 gr., questo conferma come tutta la canna, compresa la cima,
resistuisca potenza al piombo.
In pesca non teme grossi inneschi e
piomboni, rapida, ma anche potente, e dotata di un nerbo che gli
permette, all'occorezzenza di gestire grosse matasse d'alghe e di
scalzare piombi da tenuta senza alcuna difficoltà, il peso irrisorio è
un'ulteriore vantaggio in queste situazioni, del quale il pescatore non
potrà che giovare.
La cima asseconda i treni d'onda e segnala le
tocche egregiamente, è una vera è propria canna da surf, ma le sue
capacità balistiche, la sua leggerezza e sensibilità, non la fanno
sfigurare nella paf a lunga distanza, ovviamente qualora si ambisca a
prede di taglia.
Una vera fuoriclasse nella sua categoria, uno strumento che si fa apprezzare nelle mani del surfcaster evoluto, dispiace che la Shimano non abbia proseguito su questa strada, indirizzando i nuovi progetti ad un mercato, sicuramente più eteronegeneo, ma perdendo quella fetta di utenti amanti delle rip in stile UK.
Da quando ho scoperto le qualità del fluorocarbon, non sono più
riuscito a farne a meno, non tanto per le presunte doti di invisibilità,
che a surfcasting reputo ininfluenti, quanto per la rigidità, che a
surf spesso fa la differenza tra un finale perfettamente operativo e uno
fuori pesca.
Sul mercato ormai ogni casa produttrice, ha in
catalogo fili di questo tipo, la scelta è ampia , alcuni più o meno
validi, pochi in verità definibili eccellenti, si restringe notevolmente
il campo, invece, se si valuta il rapporto qualità-prezzo, data l'usura
alla quale sono sottoposti i nostri finali, visto il contesto
abbastanza gravoso, in cui si trovano ad operare, mi è sembrato un pò
eccessivo spendere un patrimonio per 30m di fluorocarbon, che nella
migliore delle ipotesi a me personalmente non durerebbero più di metà
stagione.
Cercavo un prodotto che mantenesse le qualita
intrinseche di un fluorocarbon, ma che non sfondasse le valvole dei miei
lacrimatoi al momento di aprire il portafoglio...
Nella giungla di marche e modelli, studiati per il surfcasting, non sempre è semplice destreggiarsi, è necessario innanzi tutto aver chiaro in mente cosa effettivamente si sta cercando, questo dipende dal contensto operativo, non chè dai gusti personali, che si sa, sono sempre un qualcosa di molto soggettivo.
Il beack è sempre stato protagonista nelle mie battute, per via della sua robustezza e affidabilità, ma ho spesso rimpianto la leggerezza e la naturalezza offerta dall'aberdeen, sopprattutto alle prese con alcuni tipi di innesco, purtroppo spesso accantonato per via della sua fragililità nelle situazioni più gravose.
Mi sono imbattuto in diversi modelli di uptide, finchè grazie all'amico Stefano, non mi è stato presentato il Kamasan B900c, egli mi ha illustrato e decantato ampiamente le qualita di questo uncino, che dalle immagini, pare finalmente essersi materializzato l'oggetto della mia ricerca.
Su queste canne si è detto molto, tutti concordano nel definirli tra le migliori aste da surf in circolazione, io stesso vado estremamente fiero della mia coppia, ma vediamo di descriverle dettagliatamente.
Il blank viene fornito con la classica guaina Century, sia nel pedone che in prossimità degli innesti, per favorirne la presa in fase di smontaggio, piacevole al tatto, con la sua superficie vellutata e l'anellino in acciaio, all'estremità bassa del manico (utile nel caso si usi un reducer attivo), sia all'innesto, il casting dichiarato dalla casa è di 7oz più esca, per una lunghezza di 13,6 ft, il pedone è cilindrico, molto sottile, circa 23mm, nei modelli più recenti è presente un ulteriore foglio di carbonio, che lo inspessisce leggermente per circa la metà del manico, io sono in possesso sia del modello privo di questo inspessimento, sia di quello "maggiorato, l'utilità di questa ulteriore aggiunta, pare stia nel conferire una maggiore robustezza al manico, non saprei comunque con certezza, apparentemente l'azione pare identica, ciò che non è difficile rilevare è la differenza di peso, che nel manico maggiorato è di ben 100g superiore, complessivamente siamo intorno agli 800 per la serie con manico inspessito e circa 720g per l'altra.