Un'uscita con Gianni, era nell'aria da un po', per impegni vari abbiamo dovuto rinunciare ad alcune occasioni ghiotte, dove sono usciti carnieri da sogno, ma questa per noi non è la cosa più importante, non quanto l'occasione di passare una giornata speciale con un maestro di pesca, ma soprattutto di vita.
Mercoledì 7 novembre riusciamo finalmente a far coincidere tutto, alle 14 e 30 siamo a casa di Gianni, un caloroso saluto, si carica e si parte.
Nel viaggio si scherza, si parla di pesca, si azzarda qualche previsione su cosa potremmo trovarci davanti una volta arrivati a destinazione.
Ascoltare Gianni è qualcosa di magico, anche i suoi silenzi parlano, come se fossero pause di una sinfonia che ti trascina verso tempi lontani, nel suo volto solchi scavati dalla salsedine, un volto modellato da migliaia di ore passate in mezzo alle intemperie, come antichi graniti levigati dalle onde, occhi dove è ancora riflesso il colore del mare, occhi che hanno stampati il quadro di imprese indimenticabili e che ancora vogliono vedere lontano, insaziabii di emozioni, di albe e di tramonti, di viaggi verso mete infinite, occhi da i quali ancora trasuda l'entusiasmo e la passione di un adolescente.
Un viaggio di un'ora che sembra essere durato pochi minuti, siamo prossimi alla meta, ma prima tappa obbligatoria alla vedetta, dal quale si ammira l'immensità di un paesaggio quasi surreale nella sua imponente monumentalità.