Oltre che ad essere vere pietre miliari del Surfcasting,, li trovo ancora attualissimi, l'evoluzione tecnica dei materiali è innegabile e forse qualche soluzione potrà sembrare obsoleta, ma letti consci di ciò, sorprende quanto ancora non abbiano esaurito la loro grande forza., una lettura che delizia il surfcastr esperto, un must per le nuove leve.
Autori
giovedì 25 giugno 2015
Sandro Meloni, Pescare 85: I Terminali
Questo è il primo di una lunga serie di articoli ed estratti a firma di Sandro Meloni, che intendo pubblicare.
mercoledì 24 giugno 2015
Surf Story
In questo spazio pubblicheremo una serie di estratti, tratti da articoli e pubblicazioni di carattere storico-didattico, di assoluto rilievo per comprendere la disciplina e capirne l'evoluzione tecnica dagli albori ai giorni nostri.
Partiamo con un testo importantissimo, che aprì la strada ad autori del calibro di Sandro Meloni, che lo cita come prima e unica, per l'epoca, fonte in italia trattante il tema del surfcasting, atlantico e mediterraneo.
Partiamo con un testo importantissimo, che aprì la strada ad autori del calibro di Sandro Meloni, che lo cita come prima e unica, per l'epoca, fonte in italia trattante il tema del surfcasting, atlantico e mediterraneo.
mercoledì 29 aprile 2015
Kamasan B980 e Sakay 1286BLN
In un precedente articolo, abbiamo parlato dei kamasan b900, mi ero promesso però di scrivere qualche riga anche sul b980, un amo che non manca mai nelle mie uscite.
Viene prodotto in misure che non superano la numerazione del 2, è un amo dalla forma molto semplice, punta dritta curva tonda e gambo corto, per me l'amo da sparidi per eccellenza, nelle numerazioni del 4 e del 2, si sposa splendidamente a svariati tipi di innesco, dal cannolicchio, a piccole strisce di cefalopode, passando per il bibi, ma anche un succulento americano e non ultimo il granchio.
Il filo è medio ma robusto, la sua forma lo colloca nella categoria degli ami da ingoio.
Unica pecca,forse, stà nella durata e resistenza al salino (almeno nei lotti di recente produzione, perchè pare che in passato il problema sussistesse in misura molto inferiore), dopo qualche uscita è impossibile scongiurare inevitabili segni di ossidazione, ma tutto sommato nella norma,se confrontato con modelli di altre marche dal costo più che doppio inservibili già dopo una notte ammolo.
Un altro modello molto simile al kamasan b890 come concezione e spettro d'utilizzo, che abbiamo modo di testare e utilizzare, è il sakay serie 1286BLN, differisce dal b980 per il gambo leggermente più lungo e la curva più stretta, anche se si parla di sfumature infinitesimali, anche questo ottimo e ben affilato, pare resistere bene all'usura e si è rivelato molto catturante e cosa non trascurabile economico quanto il kamasan, un ottima alternativa al b980 che non manca mai nella nostra cassetta.
Viene prodotto in misure che non superano la numerazione del 2, è un amo dalla forma molto semplice, punta dritta curva tonda e gambo corto, per me l'amo da sparidi per eccellenza, nelle numerazioni del 4 e del 2, si sposa splendidamente a svariati tipi di innesco, dal cannolicchio, a piccole strisce di cefalopode, passando per il bibi, ma anche un succulento americano e non ultimo il granchio.
Il filo è medio ma robusto, la sua forma lo colloca nella categoria degli ami da ingoio.
Unica pecca,forse, stà nella durata e resistenza al salino (almeno nei lotti di recente produzione, perchè pare che in passato il problema sussistesse in misura molto inferiore), dopo qualche uscita è impossibile scongiurare inevitabili segni di ossidazione, ma tutto sommato nella norma,se confrontato con modelli di altre marche dal costo più che doppio inservibili già dopo una notte ammolo.Un altro modello molto simile al kamasan b890 come concezione e spettro d'utilizzo, che abbiamo modo di testare e utilizzare, è il sakay serie 1286BLN, differisce dal b980 per il gambo leggermente più lungo e la curva più stretta, anche se si parla di sfumature infinitesimali, anche questo ottimo e ben affilato, pare resistere bene all'usura e si è rivelato molto catturante e cosa non trascurabile economico quanto il kamasan, un ottima alternativa al b980 che non manca mai nella nostra cassetta.
martedì 27 gennaio 2015
TEC: Nuovi sviluppi sul tema bait clip
T.E.C. acronimo di tail ejector clip, questo è il nome con il quale ho battezzato questo piccolo accessorio.
La costruzione di bait clip, è un attività alla quale ho sempre dedicato particolare attenzione, diverse sono state le soluzioni sviluppate, tutte nel complesso valide, alcune in particolare, tanto che qualcuno ha visto bene di divulgarle in maniera più o meno ambigua, lasciando intendere come propria la paternità dell'idea, ma si sa, la strada dei furbetti spesso è breve e senza sbocchi...
In questa ricerca, tuttavia non sono mai rimasto completamente soddisfatto, l'obbiettivo prefissato è sempre stato quello di realizzare qualcosa di semplice, funzionale e durevole, riducendo al minimo qualsiasi margine di perfettibilità.
Ripenso alle precedenti soluzioni e mentre armato di carta e matita cerco di buttare giù qualche bozza, l'occhio cade sulla cassetta dalla quale scorgo alcuni monorip realizzati tempo fa, ma che conservo ancora quasi come cimeli.
Rifletto sul fatto che non ostante i bai clip di nuova concezione vantino meccanismi di sgancio affidabili, sono scomparse nella travistica moderna i tail stabilizzatori che hanno reso celebri soluzioni come il monorip, particolare questo che ne rappresentava uno dei punti di forza e che reputo validissimo tutt'ora.
Perchè non cercare quindi di riproporne i pregi rivisitando il tutto con materiali durevoli come l'acciao inox ed una clip ad impatto nuova?
Ecco che dopo un felice momento creativo nasce il "TEC", un tail stabilizzatore dotato di aggancio rapido e bait clip ad impatto.
La costruzione di bait clip, è un attività alla quale ho sempre dedicato particolare attenzione, diverse sono state le soluzioni sviluppate, tutte nel complesso valide, alcune in particolare, tanto che qualcuno ha visto bene di divulgarle in maniera più o meno ambigua, lasciando intendere come propria la paternità dell'idea, ma si sa, la strada dei furbetti spesso è breve e senza sbocchi...
In questa ricerca, tuttavia non sono mai rimasto completamente soddisfatto, l'obbiettivo prefissato è sempre stato quello di realizzare qualcosa di semplice, funzionale e durevole, riducendo al minimo qualsiasi margine di perfettibilità.
Ripenso alle precedenti soluzioni e mentre armato di carta e matita cerco di buttare giù qualche bozza, l'occhio cade sulla cassetta dalla quale scorgo alcuni monorip realizzati tempo fa, ma che conservo ancora quasi come cimeli.
Rifletto sul fatto che non ostante i bai clip di nuova concezione vantino meccanismi di sgancio affidabili, sono scomparse nella travistica moderna i tail stabilizzatori che hanno reso celebri soluzioni come il monorip, particolare questo che ne rappresentava uno dei punti di forza e che reputo validissimo tutt'ora.Perchè non cercare quindi di riproporne i pregi rivisitando il tutto con materiali durevoli come l'acciao inox ed una clip ad impatto nuova?
Ecco che dopo un felice momento creativo nasce il "TEC", un tail stabilizzatore dotato di aggancio rapido e bait clip ad impatto.
mercoledì 7 gennaio 2015
Un premio tra le alghe
05/06-01-2015.
Finalmente si riprende mano alla sezione report, la stagione in corso, non ci ha visto protagonisti, per diverse ragioni, in primis la difficoltà di ritagliarci qualche spazio da dedicare al surf e i pochi tentativi fatti, in condizioni sempre particolarmente anomale, non hanno prodotto risultati significativi tali da essere documentati.
Le poche scadute affrontate, sono state caratterizzate da tonnellate di alghe e forti e persistenti correnti, scadute con periodi d'onda altissimi se rapportati all'altezza, mare nervoso dall'inizio alla fine.
In virtù di queste considerazioni è da tempo che l'attenzione si è ormai spostata su altre fasi, ma spesso ciò che si pianifica non sempre combacia con le disponibilità, ed eccoci pronti ad affrontare un altra scaduta di maestrale, che dati meteo alla mano, potrebbe rivelarsi parecchio insidiosa.
Il parco scelte è ristretto e non può discernere dalla consapevolezza di dover rinunciare a molti spot ormai completamente presi d'assalto, non ostante il tempismo sull'orario di partenza, anche lo spot scelto non sarà esente da questo problema.
Arrivati in loco, constatiamo, oltre la presenza massiccia di alghe, che molte postazioni tendenzialmente valide sono occupate, tuttavia scorgiamo un varco con un settore interessante, non ci resta che prepararci ad una lunga camminata.
Davanti a noi partendo da valle verso monte, una punta con un canale perpendicolare ancora non delineato, un inframezzato, una punta. La speranza è che la punta a monte possa fare da argine alle alghe, il mare è ancora molto irregolare e le incognite sono tante, non ci resta che attendere un evoluzione in positivo.
Rimaniamo fuori pesca per gran parte del tempo, le alghe iniziano ad essere scaricate sui lati a monte delle punte, lo interpretiamo come un buon segnale, e attendiamo speranzosi di poter entrare in pesca nelle prossime ore.
Finalmente si riprende mano alla sezione report, la stagione in corso, non ci ha visto protagonisti, per diverse ragioni, in primis la difficoltà di ritagliarci qualche spazio da dedicare al surf e i pochi tentativi fatti, in condizioni sempre particolarmente anomale, non hanno prodotto risultati significativi tali da essere documentati.
Le poche scadute affrontate, sono state caratterizzate da tonnellate di alghe e forti e persistenti correnti, scadute con periodi d'onda altissimi se rapportati all'altezza, mare nervoso dall'inizio alla fine.
In virtù di queste considerazioni è da tempo che l'attenzione si è ormai spostata su altre fasi, ma spesso ciò che si pianifica non sempre combacia con le disponibilità, ed eccoci pronti ad affrontare un altra scaduta di maestrale, che dati meteo alla mano, potrebbe rivelarsi parecchio insidiosa.
Il parco scelte è ristretto e non può discernere dalla consapevolezza di dover rinunciare a molti spot ormai completamente presi d'assalto, non ostante il tempismo sull'orario di partenza, anche lo spot scelto non sarà esente da questo problema.
Arrivati in loco, constatiamo, oltre la presenza massiccia di alghe, che molte postazioni tendenzialmente valide sono occupate, tuttavia scorgiamo un varco con un settore interessante, non ci resta che prepararci ad una lunga camminata.
Rimaniamo fuori pesca per gran parte del tempo, le alghe iniziano ad essere scaricate sui lati a monte delle punte, lo interpretiamo come un buon segnale, e attendiamo speranzosi di poter entrare in pesca nelle prossime ore.
martedì 25 novembre 2014
Seaguar Red Label Fluorocarbon
Nella nostra ricerca di un buon fluorocarbon da usare per i nostri finali da surf, ci siamo imbattuti nel Berkley Trilene, che abbiamo avuto modo di presentare in questo spazio, decantandone le qualità sopprattutto dal lato del rapporto qualità-prezzo.
Purtroppo il canale dal quale ci approviggionavamo di quest'ultilmo è arrivato ad un inesorabile esaurimento scorte, girovagando sul web, abbiamo dovuto tristemente rassegnarci sull'impossibilità di reperilrlo al solito prezzo da super offerta, viene ifatti proposto a cifre più che doppie di quello a cui eravamo abituati, al quale oltrettutto vanno aggiunte le spese di spedizione.
A questo punto ci siamo rimessi in moto per trovare una valida alternativa, non solo ci siamo riusciti, direi che abbiamo scovato un prodotto ancora superiore, ad un prezzo assolutamente conveniete e lo abbiamo trovato in casa del re dei fluorocarbon: Seaguar!
Seguar è un must nel campo dei fluorocarbon, il Seaguar 130, pur essendo un pecursore in questo campo, rimane ancora nell'olimpo dei fluorocarbon, purtroppo è reperibile a prezzi veramente competitivi solo nel mercato giapponese, siamo rimasti invece incuriositi dal nuovo Red Label, 175m di 0.40, convenientissimo, sopprattutto se confrontato con altra robetta superpatinata che gira nel web o negli scafali dei negozi.
Il Red, è consigliato come finale da spinning, per la pesca in spot intricati e ricchi di ostacoli, contesto nel quale spicca per la sua rigidità e resistenza alle abbrasioni, ciò che in realtà si fa apprezzare anche nel nostro campo.
Le prime prove hanno subito confermato la bontà del prodotto, rigido quanto basta, ma pastosissimo al nodo, si è comportato egregiamente lavorando sotto la turbolenza, senza aggrovigliare, le poche volte in cui è successo (non per colpa sua), sono sempre state situazioni risolte con estrema facilità ed è bastata una stirata per riottenere un finale perfettamente liscio e operativo ... insomma un concentrato di qualità Seaguar a prezzi umani, dunque il verdetto parla chiaro:
assolutamente ottimo!
Purtroppo il canale dal quale ci approviggionavamo di quest'ultilmo è arrivato ad un inesorabile esaurimento scorte, girovagando sul web, abbiamo dovuto tristemente rassegnarci sull'impossibilità di reperilrlo al solito prezzo da super offerta, viene ifatti proposto a cifre più che doppie di quello a cui eravamo abituati, al quale oltrettutto vanno aggiunte le spese di spedizione.
A questo punto ci siamo rimessi in moto per trovare una valida alternativa, non solo ci siamo riusciti, direi che abbiamo scovato un prodotto ancora superiore, ad un prezzo assolutamente conveniete e lo abbiamo trovato in casa del re dei fluorocarbon: Seaguar!
Seguar è un must nel campo dei fluorocarbon, il Seaguar 130, pur essendo un pecursore in questo campo, rimane ancora nell'olimpo dei fluorocarbon, purtroppo è reperibile a prezzi veramente competitivi solo nel mercato giapponese, siamo rimasti invece incuriositi dal nuovo Red Label, 175m di 0.40, convenientissimo, sopprattutto se confrontato con altra robetta superpatinata che gira nel web o negli scafali dei negozi.Il Red, è consigliato come finale da spinning, per la pesca in spot intricati e ricchi di ostacoli, contesto nel quale spicca per la sua rigidità e resistenza alle abbrasioni, ciò che in realtà si fa apprezzare anche nel nostro campo.
Le prime prove hanno subito confermato la bontà del prodotto, rigido quanto basta, ma pastosissimo al nodo, si è comportato egregiamente lavorando sotto la turbolenza, senza aggrovigliare, le poche volte in cui è successo (non per colpa sua), sono sempre state situazioni risolte con estrema facilità ed è bastata una stirata per riottenere un finale perfettamente liscio e operativo ... insomma un concentrato di qualità Seaguar a prezzi umani, dunque il verdetto parla chiaro:
assolutamente ottimo!
martedì 21 ottobre 2014
Quando calienta el sol
Durante la bella stagione, la fantasia del surf caster viene messa a dura prova, sia per le mutate condizioni climatiche, sia per la difficoltà nel ritagliarsi un agolo dove esercitare indisturbati la propria passione, vista l'orda di bagnanti che invade le nostre spiagge per gran parte della giornata, costringendoci a rivolgere i nostri tentativi solo in notturna.
Eppure, ci sono specie che non disdegnano le alte pressioni e le condizioni di calma piatta, una su tutte la regina degli sparidi, "sua maestà l'orata".
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