lunedì 3 febbraio 2014

Dal tramonto all'alba: magie di surf

31-01-2014/01-02-2014.
Anche questa volta seguiamo l'evoluzione di una mareggiata di maestrale piuttosto imponente nel suo picco massimo d'intensita, dall'analisi del meteo apprendiamo però che la scaduta sarà molto rapida, troppo per poterla gestire al meglio, decidiamo quindi di anticiparla, iniziando la battta in fase costante, la scaduta è prevista a tarda notte, e già alle prime luci dell'alba i giochi potrebbero essere chiusi.
Dati alla mano, la fase costante pre-scaduta, dovrebbe essere affrontabile, il nucleo di perturbazione che alimenta la mareggiata si sposterà a sud, dovremo iniziare con circa 170cm d'onda e vento F5, che andra poi a calare ad un F3 intorno alle 22, e l'altezza d'onda assestarsi a 120cm, ottimi per la spiaggia medio-bassa che abbiamo intenzione di battere.
Durante il viaggio discutiamo sulle eventuali incognite che ci si potrebbero presentare, quella della alghe è una di queste, giunti in loco infatti, i nostri timori diventano realtà, la presenza di quelle maledette, è a dir poco massiccia, al parcheggio notiamo che altri arrivati con le nostre stesse intenzioni, fanno dietrofront, in effetti lo scenario a prima vista non è incoraggiante, ma se le nostre valutazioni si confermeranno esatte, una volta calato il vento e assestatasi la situazione, la corrente dovrebbe spazzarle verso sud, sono solo le 14, abbiamo tempo, decidiamo quindi di scegliere il settore, montare la postazione e attendere pazientemente.

Il mare si presenta come un marasma disordinato e con un frangente unico e invalicabile che chiude ogni possibile via d'accesso, saranno preziose le precedenti esperienze maturate in questa spiaggia, per poter scegliere le postazioni giustre in base allo sviluppo futuro della situazione, dinnanzi a noi un rettilinio con un ansa a valle nella quale dovrebbe aprirsi una buca che si collega al parallelo nel quale si apriranno in seguito alcune finestre, per poi proseguire inframezzato verso monte.
La spiaggia è deserta, iniziamo a montare così da essere prontamente operativi, ma senza fretta dal momento che per ora stare in pesca è impossibile, la fascia compresa tra l'utimo frangente e il grdino è completamente satura di poseidonia, treni d'onda enormi, provenienti dal largo, ne trasportano banchi colossali, ciò non permette alla corrente di ripulire il sottocosta, finche il vento non smetterà di alimentare l'energia delle onde provenienti da fuori, la situazione non potrà volgere a nostro favore, non possiamo che attendere speranzosi.
Le ore passano, il vento no, un F5 poco benevolo, ci tartassa senza darci tregua, il buio ormai ci avvolge e secondo il meteo avremo già dovuto godere di qualche cenno di miglioramento ma la situazione sembra scoraggiante.
Intorno alle 22, il vento sembra farsi meno pressante, si alterna a raffiche forti di F4-F5, a momenti in cui pare attenuarsi, iniziamo i primi tentativi, le alghe ci sono ancora, ma ci permettono comunque di pescare, ciò che invece complica le cose è la corrente che fa viaggiare i piombi troppo rapidamente.
Io risolvo parzialmente sfruttando una buca chiusa a valle da una punta, piazzo una delle due canne proprio a ridosso del lato della buca, la punta farà da argine e il piombo pare rimanere in posizione, l'altra canna sarà poco distante a monte, il piombo non rimane saldo al suo posto, ma se non altro riesco a gestire lo scarroccio, Daniele, piazzatosi su un rettilineo, avrà vità più dura, costretto a lavorare solo il gradino che è l'unico settore praticabile, mentre le frangenze più esterne sono off limit per entrambi, non tanto per la distanza quanto per la corrente che li rende impraticabili anche con 200g a cono.
Per quanto la situazione sia evoluta leggermente in meglio, le aghe stanno sparendo, la notte avanza e il mare non accenna a respirare, solo i cannolicchi ricevono le attenzioni di qualche piccolo grufolatore, siamo stanchi, infreddoliti e la fiducia incomincia a vacillare.
Ranicchiati accanto a un tronco stesi sulla gelida sabbia, la stanchezza ci sovrasta, gli occhi faticano a rimanere aperti, ci abbandoniamo al sonno, un sonno tormentato e poco ristoratore, ma è l'unica tregua che vogliamo concederci prima di deporre definitivamente le armi.
Ad un tratto un rumore mi desta, alzo la testa da quel tronco che oramai era diventato il più soffice dei cuscini, è Daniele, mi sveglia e mi avverte che sono ormai le 5... rintronato mi alzo, "ok, smontiamo omai è andata", non ho ancora ripreso completamente contatto con la realtà, ma inizio a recuperare, la prima canna, sento un peso insolito, penso alle solite alghe, poi due testate mi riportano bruscamente con i piedi per terra, è una spigola caduta sul cannolo lanciato al lato di una finestra oltre il banco, informo subito mio fratello, ormai intento a smontare, non è una cattura casuale, realizziamo infatti che il mare, durante la nostra visita a Morfeo, si è regolarizzato, primaria e secondaria ora respirano e tutti i settori sono completamente delineati.
Finalmente anche Daniele riesce a stare in pesca, io riinnesco il cannolicchio e lo rilancio del medesimo settore, sposto la seppia sull'altra canna cercando la frangenza esterna al lato della punta.
La seppia pare rimanere intonsa mente il cannolicchio viene continuamente attaccato da sparidi in frenesia, Daniele spiaggia un saragotto sui 250g, che riprenderà la via del suo elemento, un buon segnale comunque, finalmente anche se manca poco all'alba la situazione pare essersi ribaltata.
Ancora uno strike per me, la supermach con il cannolichhio, mette a segno un altra spigola, le ore passate a
tribolare, il vento martellante, la stanchezza sembrano ormai un lontano ricordo, siamo euforici, ma non c'è tempo per gongolarci, il mare non si concederà a noi ancora per molto, abbiamo poche carte da giocare e dobbiamo giocarle bene.
Daniele continua a colpire, purtroppo sono spigolotte che non superano i 600g e verranno tutte rilasciate, ormai il sole inizia a fare breccia, visto che il predatore sembra farla da padrone, mi gioco il jolly prima di chidere definitivamente.
Lancio un anguillina al bordo della buca, ormai il mare stà esaurendo le ultime energie, con il cannolo continuo a lavorarmi le frangenze esterne, nel tentativo di intercettare qualche orata di fine scaduta.
Sono le 7:30 circa, la canna con l'anguillina spiomba, è Srike!
Con quest'ultima spigola abbiamo completato il carniere, ci tratteniamo ancora per poco, ormai credo il mare non possa concederci di più.
 In questo tipo di uscite è fondamentale prevedere e anticipare quante più variabili possibile, spesso lo spazio operativo si riduce ad un lasso di tempo brevissimo, che se non sfruttato a dovere, è causa di sonore sconfitte, abbiamo iniziato con dinnanzi uno scenario incerto, dalla nostra avevamo solo un insieme di ragionamenti davanti ad un mare di alghe, dei dati meteo che poi si son rivelati meno precisi di come ci aspettavamo, ma ci abbiamo creduto e siamo stati premiati, umiltà e spirito di adattamento, sopprattutto quando le condizioni non sono da manuale, quando se ne esce dignitosamente tutto acquisisce un sapore particolare... questo è il SurfCasting!

Nessun commento :

Posta un commento